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GIORNATA DELLA CUCINA CILENA: CHE SAPORE HA IL CILE?

GIORNATA DELLA CUCINA CILENA: CHE SAPORE HA IL CILE?

Da:: Chile Travel - 27 Agosto, 2021

La Giornata della cucina cilena è nata nel 2009, quando per Decreto Presidenziale è stato stabilito che il 15 aprile sarebbe stata la data in cui sarebbe stata riconosciuta la storia gastronomica del Cile e quanto sia essenziale nella nostra cultura e patrimonio.

Ma prima di risvegliare l’appetito con tutto ciò che mostreremo e descriveremo, andiamo un po’ più indietro. Sai da dove proviene la cucina cilena? Secondo alcune opere storiografiche, è il risultato della fusione di tre tradizioni culinarie. La prima è la cultura indigena, che ha fornito le materie prime e gli ingredienti essenziali, come il mais, le patate, i fagioli, la zucca e il peperoncino.

“Cacho de cabra”, corno di capra

Foto:[ @fulanayveganassalsas ]

Successivamente, i conquistatori introdussero anche una serie di prodotti e tecniche che, in epoca coloniale, diedero origine a una cucina meticcia. E più tardi, nel XIX secolo, furono incorporate nuove ricette della gastronomia europea e in particolare della cultura francese.

“Charquicán”, stufato di carne, zucca, mais, patate e cipolla

Foto:[ @rafaelquinterophoto ]

Allora, com’è la cucina cilena? La verità è che si distingue per i suoi vari sapori, ingredienti e colori, un prodotto della diversità geografica del Cile che può essere suddiviso in Nord, Centro e Sud. Zone che hanno ricevuto l’influenza di diversi popoli nativi i quali hanno contribuito con le loro usanze e con i prodotti della terra e del mare, utilizzati nella loro cucina, come pollame, carne, frutti di mare e pesce.

“Caldillo de congrio”, zuppa di grongo

Foto:[ @aramarkchile ]

Tornare alle origini con la cucina

Lo sa molto bene il famoso chef cileno Ricardo Palma, di discendenza Aymara, popolo originario del nord del Cile, con più di 20 anni di esperienza nel campo gastronomico e 15 dedicati a diffondere, spiegare e far conoscere la cucina tipica dei suoi antenati.

Popolo aymara

Foto:[ @jordi.tresserras ]

Fin dall’inizio, il suo obiettivo è stato quello di promuovere una cucina con identità culturale, che rappresenti il popolo Aymara, la sua gente e sua madre (la sua grande ispirazione). Ha definito il suo stile come cucina da festa, cucina celebrativa, di jallalla, una parola molto usata nella comunità che significa baldoria, momento di gioia. Ecco perché la calapurca è il segno distintivo della sua cucina, un piatto tipico con ingredienti ancestrali tipici del territorio.

Calapurca

Foto:[ @marcachile ]

Questa ricetta non puó mancare nelle feste patronali, della tradizione e del rito culinario che si fa sempre per consuetudine. Si utilizza carne di lama, agnello, manzo, pollo, mais sbucciato, patate, erba cipollina, coriandolo, peperoncino e un ingrediente speciale: pietra vulcanica ad alta temperatura come “ultima bollitura” all’interno del piatto, che gli conferisce quel tocco caratteristico e quel sapore peculiare.

Viaggia in ogni angolo del Cile attraverso i sapori

Il modo migliore per celebrare la Giornata della cucina cilena è esserne orgogliosi! Così si sente lo chef Axel Manríquez, che dagli anni Novanta, quando ha deciso di dedicarsi alla cucina, assicura che tutti guardassero alla Francia e che il cibo cileno fosse visto come cibo per poveri. Però lui non gli ha dato importanza ed ha continuato a cercare di esaltare i nostri piatti tipici.

Arrollado huaso

Foto:[ @la_pulperia3 ]

Attualmente è l’executive chef dell’Hotel Plaza San Francisco di Santiago e la sua proposta per questo hotel a cinque stelle è di dimostrare che i prodotti cileni sono di prima classe e che si può godere di un’ottima esperienza culinaria.

Il suo segno distintivo è stato quello di cucinare con ingredienti cileni da nord a sud e si auto-definisce l’interlocutore tra il campo e la tavola. Per questo, sin dall’inizio, ha lavorato fianco a fianco con piccoli produttori che gli forniscono prodotti e condimenti che, in un certo senso, trasmettono l’essenza del Cile.

Pomodori

Foto:[ @tiquitacachile ]

Axel è convinto che la cucina cilena non abbia nulla da invidiare ai piatti internazionali e che tutti rappresentino molto bene il nostro Paese, come il Pastel de Choclo (pasticcio di mais), che utilizza mais, latte e basilico (per preparare la squisita crema), carne macinata, pollo, uovo sodo, olive, uvetta e tutto questo servito in un piatto di terracotta che gli conferisce un sapore unico e particolare.

Pastel de choclo

Foto:[ @elsabordelobueno ]

Valore culturale in ogni boccone

Ci siamo già resi conto che la gastronomia fa parte della cultura e del patrimonio di un paese, fa addirittura parte dell’offerta turistica nazionale, ecco perché il Cile ha molto da offrire, dalla cazuela (carne o pollo alla casseruola), alla zuppa di congrio (grongo), al curanto (carne, pesce e verdure cotte inseme utilizzando pietre riscaldate), alla chorrillana (un piatto di patate fritte con carne, uovo e cipolla), la empanada de pino, il pastel de choclo, le machas a la parmesana (un tipo di vongola con parmigiano), i porotos granados (fagioli),il chumbeque (un dolce simile al torrone), e persino gli empolvados (dolcetti con zucchero a velo) o i calzones rotos (dolci fritti), fanno tutti parte della nostra cultura.

Chorrillana

Foto:[ @granrefugio]

Un paese non è solo i suoi paesaggi naturali o la sua gente, l’esperienza di un viaggio include anche odori e sapori, quindi anche mangiando e bervendo si conosce e si viaggia per il Cile.

Quindi ora che sai un po’ di più sui sapori del Cile, nella Giornata della Cucina Cilena, cosa ordinerai del menu?

 

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