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PARCO NAZIONALE ALERCE ANDINO, UNA RISERVA DI FLORA NATIVA ANTICHISSIMA

PARCO NAZIONALE ALERCE ANDINO, UNA RISERVA DI FLORA NATIVA ANTICHISSIMA

Da:: Chile Travel - 27 Agosto, 2021

Un tesoro vivente, dove uno dei boschi più antichi al mondo ti sorprenderà lasciandoti a bocca aperta. Percorri le valli e le lagune del Parco Nazionale Alerce Andino (il cipresso della Patagonia), un luogo che ti farà innamorare della bellezza naturale del sud del Cile.

Sentiero del Parco Nazionale Alerce Andino, sud del Cile

Sentiero del Parco Nazionale Alerce Andino, sud del Cile

Foto:[@nickowyss]

A 46 km dalla citta di Puerto Montt, tra l’estuario e l’insenatura di Reloncaví, nella zona di Los Lagos nel sud del nostro Paese, vi è un rifugio unico al mondo che ospita una straordinaria varietà di flora e fauna silvestre.

Entrata al Parco Nazionale Alerce Andino, accesso Chaicas

Entrata al Parco Nazionale Alerce Andino, accesso Chaicas

Foto:[@wintter_montiel]

Questo è il Parco Nazionale Alerce Andino, un’area naturale protetta che fa parte della Riserva della Biosfera dei Boschi Temperati Piovosi delle Ande Australi, nella cosiddetta Catena montuosa di Chaicas.

Vista all’Estuario di Reloncaví, Lago Tagua Tagua, sud del Cile

Vista all’Estuario di Reloncaví, Lago Tagua Tagua, sud del Cile

Foto[@estuarioreloncavi.cl]

Dei 40 mila ettari del Parco Nazionale Alerce Andino, la metà è abitata dagli ultimi millenari cipressi della Patagonia, risalenti a 2.500 anni fa e attualmente in pericolo d’estinzione. Da qui, l’importanza e il rilievo di questa riserva e il suo nome.

Bosco di Cipressi della Patagonia, Parco Nazionale Alerce Andino

Bosco di Cipressi della Patagonia, Parco Nazionale Alerce Andino

Foto:[@conspirauniverso]

Un ambiente che ti esorta a camminare per i suoi molteplici sentieri e navigare per le sue lagune, offrendo l’opportunità di avvistare fauna autoctona tipica del sud del Cile come il pudu (una specie di cervo), il monito del monte, il puma, la güiña (o kodkod), il chingue (o skunk delle Ande), la viscaccia e la volpe, che rendono questa attrazione naturale un posto indimenticabile.

E se il tuo soggiorno si prolunga, meglio ancora…dato che vi è la possibilità di accampare o trascorrere la notte in uno dei rifugi presenti nel parco.

Volpe fotografata nel Parco Nazionale Alerce Andino

Volpe fotografata nel Parco Nazionale Alerce Andino

Foto:[@psycho_ciencia]

Perché una riserva di Larici?

Percorrendo il sud del Cile, ti rendi conto che tanto le pareti quanto i tetti delle case sono rivestiti di piccole scandole in legno, tutte delle stesse dimensioni, note come le “tejuelas de Alerce” (le scandole di cipresso).

Questo spettacolare albero, infatti, è stato utilizzato durante anni per la costruzione di dimore, barche d’oltremare e persino aerei, provocando danni irreparabili nei boschi e per questa ragione dal 1976 è una specie protetta in Cile.

Cipresso della Patagonia, Fitzroya cupressoides, conosciuto anche come “il venerabile anziano”

Cipresso della Patagonia, Fitzroya cupressoides, conosciuto anche come “il venerabile anziano”

Foto:[@rass_wildlife]

Il cipresso della Patagonia cresce solo un centimetro ogni quindici anni e nonostante questo, arriva a superare i cinquanta metri di altezza e a vivere oltre quattromila anni.

Viene chiamato “libro aperto”, giacché le sue grandi venature permettono agli scientifici di capire i cambiamenti climatici e geologici che si son prodotti durante gli ultimi millenni.

Tuttavia, anche se sembra paradossale, il suo legno ancora viene utilizzato dall’industria del legname, sebbene il cipresso della Patagonia sia considerato da tutti come il “venerabile anziano” dei boschi del sud.

Parco Nazionale Alerce Andino, Cile

Parco Nazionale Alerce Andino, Cile

Foto:[@amigosdelosparques]

Purtroppo dei 260mila ettari di boschi di cipressi che rimangono, solo 42mila sono protetti dallo Stato cileno, per cui è responsabilità nostra preoccuparci del parco ogni volta si visiti.

Lo sapevi che la scomparsa dei cipressi priverebbe l’umanità di una fonte d’informazioni unica per sapere come è cambiato il clima mondiale, dato che i suoi anelli sono i più antichi di tutti.

Scoprine di più sul venerabile anziano nel Parco Nazionale Alerce Andino

Se ti è venuta voglia di saperne di più, ti raccontiamo che la stagione migliore per visitare il parco è nei mesi da novembre a marzo. In autunno, troverai una grande varietà di funghi e in inverno si vedono le montagne con le cime innevate, un vero spettacolo!

Fiume Lenca, Parco Nazionale Alerce Andino

Fiume Lenca, Parco Nazionale Alerce Andino

Foto:[@rukachucao]

Un dato fondamentale da tenere in conto è che nel parco vi sono guardaboschi a tua disposizione durante tutto il percorso. Non dimenticare di portarti vestiti comodi ed anche k-way e giacche impermeabili per l’umidità frequente del posto.

Attualmente alcuni sentieri sono abilitati da lunedì a venerdì, con una capienza massima giornaliera autorizzata di 50 persone, ed il percorso più lungo è di 19 km.

I due punti panoramici imperdibili sono uno il “Correntoso”, un luogo dove puoi accampare da dicembre a marzo, e l’altro nel sentiero che porta al Lago Sargazo, una camminata di 2,5 km di difficoltà media nel mezzo di un bosco nativo di cipressi.

Lago Sargazo, settore Correntoso, Parco Nazionale Alerce Andino

Lago Sargazo, settore Correntoso, Parco Nazionale Alerce Andino

Foto:[@_n.vivar_]

Conosci il Parco Nazionale Alerce Andino, un luogo da sogno, un “libro aperto” che ci invita alla tranquillità e alla contemplazione della natura, oltre a fornirci preziose informazioni. Vi sono ragioni in eccesso per proteggere e valorizzare questa meravigliosa attrazione turistica del sud del Cile.

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